Metodo d’insegnamento TLT “Accelera ed Esplodi”

 

Premessa

L’odierna metodologia del lancio TLT è il risultato di numerosissimi Corsi: una pratica, l’insegnamento, da me iniziata fin dai primi anni settanta, seppur secondo i dettami del lancio tradizionale dell’epoca. Con l’ideazione della TLT ho rivoluzionato anche la metodologia d’insegnamento. Una prima svolta si è verificata con i primi Corsi per Istruttori di Lancio tenuti a Coverciano (FI): metodologia poi rivista e approfondita in occasione della nascita della Scuola di Lancio (SIM) da me fondata e diretta a suo tempo.

Il secondo evento significativo coincide con il momento in cui ho iniziato a organizzare Corsi in Europa (Francia, Spagna, Svezia, ecc.), e poi, in seguito, privatamente, anche in Italia: mutamenti nella metodologia avvenuti di pari passo con l’evoluzione della stessa TLT.

Tuttavia il vero stravolgimento si è verificato con la messa a punto dei Corsi per TLT Academy. Questa nuova metodologia rappresenta un processo (mai applicato in precedenza) che verte su due presupposti:

  1. Il lancio didattico si compone di due soli moti: accelerazione e Momento-Spinta
  2. Il vero ostacolo all’apprendimento della TLT è dovuto alla cosiddetta “memoria muscolare”

Il primo punto è il risultato di un processo di sintesi che ha come presupposto la rivoluzione apportata dalla TLT alla dinamica del lancio.
Il secondo è conseguente al fatto che i partecipanti ai Corsi TLT provengono quasi tutti dalle tecniche tradizionali. I loro movimenti sono pertanto condizionati (memoria muscolare) da vecchi o errati insegnamenti. La memoria muscolare sottrae all’apprendimento un tempo che oscilla fra il sessanta e l’ottanta per cento. Ovviamente con “memoria muscolare”, termine improprio ma di immediata comprensione, si fa riferimento ai percorsi neuronali che si formano quando si ripete un determinato movimento molte volte. 

Accelera ed Esplodi

Queste le innovazioni che ho introdotto nei Corsi di TLT Academy:

  1. l’istruttore non deve lanciare
  2. l’istruttore non deve spiegare la dinamica del lancio
  3. l’istruttore deve tendere a instaurare un rapporto confidenziale con i partecipanti
  4. un compito basilare dell’istruttore è guidare la mano (racchiudendola nella sua) del partecipante: altro contributo alla riduzione della memoria muscolare e non solo
  5. è compito del Direttore del Corso illustrare la meccanica del lancio TLT: una dimostrazione da ripetere durante il Corso stesso
  6. è compito del Direttore del Corso spiegare la teoria in apposita seduta

Il primo punto è sempre stato all’origine di non pochi problemi.

Il secondo esclude che gli stessi concetti vengano spiegati o interpretati diversamente da quanto voluto, provocando inevitabilmente confusione fra i partecipanti

Il terzo pare evidente, mentre il quarto è fondamentale: guidare la mano del praticante, trasmettere l’impulso del Momento-Spinta e in quale momento eseguirlo. La descrizione, seppur corretta, è ben lontana dalla realtà. Sostenere di guidare la mano del partecipante vuol dire tutto e nulla. E’ impossibile descrivere i vari livelli di progressione che la manovra richiede. E’ impossibile spiegare su quali muscoli agire e gli altri da eludere. Infine la “potenzialità”: la capacità dell’Istruttore di intuire le potenzialità nervose di un singolo soggetto: un aspetto basilare. Ogni soggetto e un mondo a se e come tale deve valutato e indirizzato. 

La metodologia e la mano dell’Istruttore sono i veri artefici del risultato. La prima fa, l’altra esegue: sfiora, preme, sollecita, velocizza, frena, dirige, ordina perentoria. Ma anche la mano deve essere “costruita”. Perché nessuna metodologia, per quanto ben fatta, può avere successo senza aver prima “costruito” l’Istruttore: un lavoro che a sua volta presuppone moltissima esperienza. Un punto di forza della mia lunga attività al riguardo: quasi mezzo secolo di esperienza. Infine, gli ultimi due punti: eludere fraintendenti (interpretazioni) nei confronti di una materia già di per sé complessa.

Quanto sopra elencato ha rappresentato in passato un considerevole handicap al corretto svolgimento e apprendimento nei miei precedenti Corsi. Ne consegue la necessità che tutti gli istruttori compiano gli stessi gesti e si esprimano con univoco linguaggio: un presupposto fondamentale per un corretto svolgimento del corso e per ottenere risultati tangibili.

 

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Il metodo TLT

 

Questa alcune delle innovazioni che ho introdotto nei Corsi di TLT Academy:

  • Esercizio di base secondo il metodo TLT Accelera ed Esplodi
  • Il metodo d’insegnamento prevede due soli moti.

 Moto n.1.

La mano compie l’intero lancio (avanti/indietro) con un moto di quasi 180 gradi senza mai eseguire gli stop (le Tensioni Continue Costanti della TLT): un movimento cosi frazionato:

  1. a) nel lancio all’indietro la mano deve giungere fino alle ore quattordici (circa) del quadrante dell’orologio. La proiezione della coda all’indietro prevede una traiettoria tendenzialmente portata linearmente verso l’alto
  2. b) la proiezione della coda nel lancio all’indietro deve essere espressa con velocità progressiva

Moto n. 2.

  1. a) il successivo moto in avanti (Accelerazione) termina alle ore dieci circa in coincidenza con l’inizio del Moment/Spinta
  2. b) questo stesso movimento coinvolge l’intero braccio: un moto volutamente esasperato, talora addirittura ai limiti del violento che prevede l’allungamento dell’intero braccio e altro ancoraQuesta manovra necessita di guidare la mano del partecipante con la nostra. Ricorrervi con frequenza
  1. c) il Momento-Spinta nel lancio in avanti deve essere eseguito con velocità esplosiva 

Il motivo di questi movimenti volutamente accentuati è da collegare principalmente (ma non esclusivamente) con la memoria muscolare: difatti più la mano si muove velocemente e più il moto è esasperato, e più è facile ridurre il potere della memoria muscolare.

 

Postura

postura di lancio

  1. posizione del corpo leggermente laterale, piede sinistro in avanti
  2. tenere almeno tre ampie spire di coda nella mano sinistra
  3. mano sinistra distaccata dal corpo lateralmente

Il punto n. 1 (e in una certa misura anche il n. 3) deve tuttavia essere interpretato: dipende dalla struttura fisica del singolo e non solo.

Esercizio di base: lancio Angolato

  1. esecuzione del solo lancio espresso in angolazione. Non dare eccessiva importanza al risultato del lancio. Curare solo la correttezza dei movimenti
  2. tre falsi lanci + una posa + shoot ritardato
  3. spaccare il movimento del lancio base in 2 momenti e dedicare il tempo dell’esercizio di almeno 1/3 sul lancio indietro e 2/3 sul lancio in avanti.

Prassi esercizi

  1. mano che agisce muovendosi in maniera rettilinea, lineare, ma in angolazione (lancio Angolato)
  2. Momento-Spinta avanzato e tendenzialmente portato in avanti
  3. Momento-Spinta. Il “contrai i muscoli al massimo e in maniera fulminea e immediatamente dopo rilascia”, deve essere esplosivo. Questa manovra necessita di guidare la mano del partecipante con la nostra. Ricorrervi con frequenza
  4. ammortizzamento dietro/avanti
  5. shoot ritardato (quando il loop sta per aprirsi). Questa manovra necessita di guidare la mano sinistra del partecipante con la nostra. Ricorrervi con frequenza
  6. nel lancio all’indietro si deve ammortizzare circa le ore quattordici contrastando con il dito pollice il moto della canna all’indietro. Ad azione conclusa la coda dovrà essere diritta e tesa sopra la punta della vetta, al massimo alla stessa altezza

La concentrazione

Riuscire a mantenere la concentrazione oltre un certo lasso di tempo è impossibile. Pertanto è indispensabile osservare quanto segue:

  1. l’istruttore deve accorgersi in tempo di questo calo. Dare il tempo all’allievo di concentrarsi nuovamente e farlo ripartire. Operazione da ripetere con frequenza
  2. uno degli inconvenienti più perniciosi è eseguire i lanci uno dietro l’altro in maniera ininterrotta: un fatto che comporta fatalmente il prevalere della memoria muscolare e pertanto ad allenarsi sull’errore. L’istruttore deve intervenire immediatamente
  3. al contrario quando un Istruttore vede che un partecipante esegue dei buoni lanci, non deve mai fermarlo ma incitare a continuare finché è possibile

Il pomeriggio dell’ultimo giorno del Corso procedere come segue: individuare la distanza in cui ogni singolo partecipante si esprime al meglio e fargli eseguire solo lanci entro quest’ultima. Nel caso, assai frequente, in cui i falsi lanci fossero migliori di quello finale, un fatto dovuto ad un eccesso di forza, fargli eseguire solo i primi

La sintesi (si allude alla metodologia di questi Corsi) è il modo migliore e più veloce per ottenere risultati. Tuttavia se non vi è da parte dell’Istruttore una concentrazione pari se non superiore a quella del partecipante, e l’osservazione scrupolosa di quanto esposto, il procedimento è destinato a perdere parte della sua efficacia. Attenzione, quindi, a rispettare e far rispettare le regole.

Strumenti didattici

L’apprendimento della TLT si avvale di strumenti didattici mai usati in precedenza:

  1. Lo specchio
  2. Tutore asta regolabile
  3. Tutore

Tutti hanno più di un compito, ma il loro ruolo fondamentale consiste nel cercare di ridurre il più possibile la sopracitata memoria muscolare

 

Lo Specchio

Si tratta di uno strumento semplice quanto essenziale “vedersi” è fondamentale, ce lo insegna la danza classica e non solo. Questo supporto didattico è essenziale non solo per la memoria muscolare, ma anche per guardare se la mano esegue il lancio in maniera corretta. E prima ancora perché aiuta la concentrazione troppo di sovente ostacolata dall’osservazione del volo della coda. E’ noto, infatti, che lanciando si osserva sempre quest’ultima e molto raramente i moti del braccio, quelli fondamentali. Non dovremmo mai dimenticare che il volo della coda è una conseguenza, è l’effetto, la causa sono i movimenti del braccio.

Il Tutore

Strumento regolabile sia in altezza che in inclinazione, pertanto adattabile a qualsiasi persona indipendentemente dalla sua struttura fisica. Assieme allo Specchio, il Tutore consente di eseguire il lancio in maniera corretta permettendo altresì un apprendimento del lancio in tempi più rapidi. Sulla fascia non è impresso solamente il tragitto che deve percorrere il dorso della mano, ma anche l’intensità con cui questa deve eseguire sia l’accelerazione che il Momento-Spinta.

 

Il Tutore Asta Regolabile

Anche questo è uno strumento regolabile sia in altezza che in inclinazione, pertanto adattabile a qualsiasi persona indipendentemente dalla sua struttura fisica. Il suo ruolo è importante per regolare la corretta posizione della canna al momento-spinta a seconda delle dinamica specifica e della singola persona. Ma anche per contrastare gli effetti nocivi della già citata memoria muscolare.