Roberto Pragliola

Una nota immagine di Roberto Pragliola a cui si ispira il logo TLT

 

Paternità del marchio TLT

Al fine di non generare (ulteriore) confusione sull’argomento, ricordiamo come la paternità del marchio TLT e ogni relativa declinazione etica e tecnica di utilizzo dello stesso siano esclusivamente riconducibili al suo ideatore e titolare Roberto Pragliola e in subordinata declinazione a TLT Academy, braccio destro del Maestro.
In order to avoid (further) confusion on the subject, we remind how the paternity of the trademark TLT and any relative ethical and technical use that trademark should be exclusively approved by his creator and owner Roberto Pragliola in subordination with TLT Academy, right hand of the Master. 

Torniamo a parlare di equità e reciprocità.

Senza tirare in ballo eventuali nostri sostenitori o detrattori e tutti gli opinionisti che occupano un posto al sole nel panorama mediatico virtuale. Oggi parliamo di verità oggettive, di concretezze incontrovertibili: molte, quante, troppe le voci che deturpano il buon nome dei lanci Angolato, Radente e di tante altre manovre proprie della TLT guardandosi bene – non dico dal riconoscerne l’altrui paternità, ma almeno – dal citarne le fonti. Torniamo a prendere le distanze da tutte queste persone e dall’eccessiva democrazia contemporanea che lo consente (internet).

Il risultato immediato (anzi, pregresso) di quanto sopra si traduce in un’inevitabile distorsione della realtà e della Tecnica, nel nobile intento di voler dimostrare di averne piena padronanza e soprattutto di averla migliorata. Confusione all’Italiana, niente di nuovo, un fenomeno nazionale che per una volta si estende al di là dei campanili e abbraccia tutta una lunga serie di non-detto da leggere tra le righe ed evincere da un sistema di invidie e delusioni personali e collettive.

Che peccato. Dalla nostra parte del fiume crediamo ancora che la condivisione degli insegnamenti del nostro Maestro Roberto Pragliola faccia parte di un percorso etico incline alla conoscenza, alla crescita tecnica, alla consapevolezza ambientale e alla salvaguardia e divulgazione di un grande paniere di beni che abbiamo sempre messo a disposizione di tutti. Non siamo avversi alle declinazioni di utilizzo della TLT, un patrimonio internazionale, ma siamo assai contrari alle sue gratuite e scellerate distorsioni.

Evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo e del resto, mi si permetta una battuta: il potere logora chi non ce l’ha. (cit. Giulio Andreotti).Chiudo con un celebre pay-off pubblicitario, il sempreverde “diffidare delle imitazioni”.

Vanni Marchioni

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Quando Dick Fosbury nel 1968 vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Città del Messico, saltando 224 centimetri, fu la consacrazione tangibile e meritata di un atleta divenuto grande già qualche anno prima. A lui si devono l’ideazione e la realizzazione del “Fosbury Style”, una tecnica innovativa – ormai universalmente riconosciuta – che ha cambiato il corso della storia della disciplina sportiva in questione, il salto in alto. Una semplice intuizione, se vogliamo (e non vogliamo!) in qualche modo sminuirne l’intrinseca essenza, una vera e propria rivoluzione se desideriamo analizzare gli eventi con la dovuta oggettività.

Una metafora ben comprensibile e un nuovo spazio che ben comprensibilmente si pone l’obiettivo di fare chiarezza su un tema fin troppo soggetto a interpretazioni di dubbio gusto etico ed estetico. QUI TLT è una rubrica che il Maestro aggiornerà di volta in volta con nuovi contenuti; a noi tutti il piacere di poter cogliere i frutti di quanto tracciato da Roberto Pragliola in materia di tecnica di lancio e di pesca con la mosca, ma prima ancora il dovere di trattare l’argomento con buon senso e giusta misura.
Buona lettura.

Vanni Marchioni