Gli articoli di Roberto Pragliola

Amici Sportivi,

a un anno dalla scomparsa del nostro Maestro Roberto Pragliola troviamo opportuno e interessante (ri)pubblicare i numerosi articoli a sua firma che hanno contribuito a generare il mondo della Pesca con la Mosca come oggi lo conosciamo. Quarant’anni di considerazioni, che hanno dato vita a mille e più declinazioni e che hanno evidentemente oltrepassato il limite della tecnica sfociando nell’etica, nella sostenibilità, nel rispetto per l’ambiente che ci circonda. Argomenti sempre attuali; intravisti, intuiti, affrontati e sviluppati in tempi “primordiali”. Buona lettura.

Vanni Marchioni
11 ottobre 2019

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Accademia Italiana della Pesca con la Mosca – TLT academy

(un progetto a tutela di un patrimonio nazionale)
Per comprendere quanto la Tecnica di Lancio Totale (TLT in sigla) abbia contaminato, con la sua efficacia e spettacolarità, il mondo della pesca con la mosca artificiale nel panorama nazionale, basta soffermarsi sul numero di pescatori che oggi utilizza attrezzature leggere.
Tuttavia, l’uso di attrezzature leggere viene sempre più confuso con la TLT.
Tale confusione è anche generata dal fatto che la stessa Tecnica, così come è stata divulgata, non dal suo ideatore ma dai vari interpreti succedutisi nel tempo, ha smarrito, per i più, la via dell’essenza, per concedere ad inutili varianti lo spazio didattico che spettava a quei fondamenti che ne fanno una tecnica unica ed ancora oggi innovativa.

 

Questi motivi concorrono paradossalmente al diffondersi in Italia (patria della TLT) di un manierismo tecnico sempre più impoverito e lontano, non solo dagli intendimenti di Roberto Pragliola, ma anche dall’elemento naturale di questa Tecnica: l’acqua.
In questo senso, l’Accademia italiana della Pesca con la Mosca – TLT Academy deve essere intesa come un’operazione culturale, volta a salvaguardare e tramandare una Tecnica che nel mondo viene riconosciuta come unica, così come l’insegnamento di colui che avendo dedicato una vita, piena di geniali intuizioni, all’approfondimento ed al perfezionamento del lancio ha trasformato tale gestualità in una vera e propria espressione artistica.

 

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In Ricordo di Roberto Pragliola

Si chiude un anno molto particolare, per tutti noi. L’anno che ha segnato la scomparsa del nostro Maestro Roberto.

Lo ricordiamo con grande affetto e immutata stima. Lo ricordiamo nei dettagli, quegli stessi dettagli che sono stati così importanti per la sua storia professionale e soprattutto umana. Ironico e iconico, di poche o di troppe parole all’occorrenza. Un visionario, eccellente. Attingeva spesso e volentieri da varie fonti che riteneva ben rappresentative del suo essere un personaggio d’avanguardia: oggi Hemingway, ieri Pasolini, domani un qualsiasi e illustre sconosciuto degno di nota e di memoria, involontariamente in possesso di una qualche specifica informazione che potesse aggiungere un tassello alla sua già assai estesa conoscenza. Perchè Roberto era un uomo che ascoltava molto. Era un uomo che non interrompeva, non spezzava il filo di un discorso per dire la sua. Roberto vedeva oltre quell’immaginaria linea di confine tracciata dall’orizzonte e si metteva sistematicamente in viaggio per scoprire quali potenzialità fossero celate al di là del muro e dei cocci aguzzi di bottiglia che impedivano al resto del mondo di oltrepassarne il limite.

Lascia un gran vuoto e un compito assai importante e sfidante, per quanto certamente difficile da sostenere.

A quanti, tanti, si sono dati e si stanno dando un gran daffare per raccoglierne l’eredità – tenute ferme eventuali e presunte distanze tecniche – dedichiamo questo breve testo, prefazione di A Dangerous Summer, a cura di James Albert Michener: “…girando il mondo non facevo altro che incontrare scrittori stranieri i quali si affannavano a spiegarmi che, pur considerandosi all’altezza di Hemingway, non volevano imitarlo. Avevano il loro stile e ne erano soddisfatti. E allora cominciai a domandarmi perchè non dicessero mai *non voglio scrivere come Faulkner*, o Fitzgerald, O Wolfe, o Sartre, o Camus. Era sempre Hemingway che non volevano copiare, e questo mi fece sospettare che fosse proprio quello che stavano cercando di fare, tutti quanti”.

Molti amici infine si sono fatti vivi in questi mesi per rendergli omaggio, senza secondi fini e mostrine da mostrare pubblicamente.
A tutti Voi, un grande Grazie.

Vanni Marchioni
01 marzo 2019

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La TLT parla Internazionale!

(la TLT in un articolo di Vincenzo Penteriani pubblicato sulla prestigiosa FlyFishing&FlyTying)
Al link seguente è riportata la scansione delle pagine con il dettagliato articolo di Vincenzo Penteriani sulla TLT che compare nella prestigiosa rivista FlyFishing&FlyTying (maggio 2017) edita e diretta da Mark Bowler. La scansione dell’articolo è preceduta da una convinta presentazione del direttore stesso e una selezione di alcuni stralci (tradotti in italiano) in cui si intuisce il grande interesse per quello che viene considerato uno dei più interessanti fenomeni degli ultimi decenni, l’evoluzione della tecnica di lancio raggiunta dalla TLT.
N.B.Il formato della rivista, il tipo di rilegatura nonché la necessità di non alterare l’originale non hanno permesso una scansione così agevole da poter produrre file con immagini e testo di alta qualità. Ce ne scusiamo con i lettori e confidiamo nella vostra comprensione. Grazie.