Resoconto Corso Limestre

RESOCONTO CORSO LIMESTRE TLT ACADEMY

I Corsi “Base 1000 minuti” e quello “Avanzato”, organizzati da TLT Academy dal 31 maggio al 2 giugno, si sono appena conclusi con risultati concreti e positivi, grazie innanzitutto alla collaborazione con l’ente no-profit DYNAMO CAMP , che ha ospitato l’Accademia presso le proprie strutture in prossimità di San Marcello Pistoiese, all’interno di un’area di protezione provinciale affiliata al WWF che si estende su circa 900 ettari in ambiente preappenninico. Una splendida cornice di vaste superfici verdi e numerosi corsi d’acqua a carattere torrentizio – tributari del torrente Limestre – ha fatto da sfondo alle lezioni di etica fluviale sostenibile, di teoria e di pratica, in materia di Tecnica di Lancio Totale. La scelta di svolgere il corso all’interno della struttura Dynamo Camp è stata dettata, oltre al fascino dell’ambiente naturale scarsamente antropizzato, dalla volontà di legare l’attività didattica a iniziative di solidarietà sociale che possano contribuire alla loro giusta causa.

I partecipanti al Corso Base 1000 minuti hanno avuto modo di confrontarsi con il lancio Angolato, che costituisce appunto la base e la fonte di tutto il bagaglio tecnico che TLT Academy annovera e si propone di divulgare. Contemporaneamente i corsisti di livello Avanzato venivano guidati sulle rive della Lima, nella messa in opera di specifici lanci sull’acqua, in determinate condizioni di pesca.

I Corsi sono stati realizzati grazie al supporto di tutti i membri dell’Accademia, sotto la supervisione tecnica di Roberto Pragliola.

Dynamo Camp

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Dynamo Camp nasce dal sogno dell’attore Paul Newman – fondatore nel 1988 del primo camp negli Stati Uniti, e che è stato da allora la forza promotrice di queste esperienze terapeutiche per bambini malati. Ad oggi più di 348.700 tra bambini e famiglie hanno partecipato ai programmi di SeriousFunChildren’s Network in tutto il mondo: 14 sono i camp, presenti negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Irlanda, Ungheria e Israele; 11 i programmi di Terapia Ricreativa promossi dall’associazione in Africa, Asia e Sud America. L’Oasi Dynamo Camp Pistoiese nasce nel 2006, nei comuni di San Marcello Pistoiese e Piteglio, dal recupero di una vecchia riserva di caccia.

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L’Associazione è stata fondata nel 2007 da Fondazione Dynamo, fondazione di venture philantrophy nata nel 2003 da un’idea di Vincenzo Manes che ne è il Presidente.

I luoghi: L’Oasi

TLT è una tecnica “naturale”, e difatti nasce dall’acqua.  E ciò che è naturale è più funzionale.

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Il territorio dell’Oasi è compreso tra i 500 e i 1100 metri s.l.m.

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La zona in questione è prevalentemente boschiva.

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L’area si estende su circa 900 ettari in ambiente preappenninico.

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A quote più alte si aprono ampie superfici, costituite in prevalenza da prati e pascoli.

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L’area è un’oasi di protezione provinciale affiliata al WWF.

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All’interno dell’Oasi, localizzato sulla sommità dell’area, c’è il lago di San Vito.

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L’Oasi rappresenta una delle poche aree appenniniche in cui sono tuttora realizzate forme tradizionali di gestione agro/silvo/pastorale.

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Allevamenti  equini.

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Bovini e ovini.

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Animali che vivono in un luogo in cui i tagli forestali vengono compiuti secondo un preciso piano di assestamento.

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Nell’ Oasi scorrono alcuni corsi d’acqua a carattere torrentizio, tributari del torrente Limestre, affluente della Lima.

I luoghi: Il Lago

Se c’è bellezza intorno a te c’è bellezza anche dentro di te.

 

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Il lago di San Vito.

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Si mettono a punto le attrezzature.

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Si monta il logo della TLT Academy , con il giusto orgoglio.

I Direttori dei Corsi

Dirigere un Corso di pesca con la mosca, non vuol dire solo saper lanciare. Un buon Direttore può generare un bravo lanciatore. Uno mediocre può addirittura affossare anche il più promettente degli allievi.

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Roberto Pragliola con il direttore del primo gruppo e Presidente dell’Accademia Roberto Picchiarati.

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Il direttore del secondo gruppo Giacomo Catellani, Master Effa e membro direttivo di TLT Academy.

Presentazione della TLT

La TLT, una tecnica, riconosciuta a livello internazionale.

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Il Presidente di TLT Academy spiega il lancio-base TLT.

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Segue poi la dimostrazione pratica della meccanica del lancio base.

Gli esercizi

L’odierna metodologia del della TLT Academy rappresenta quanto di più avanzato esista oggi nel lancio della mosca artificiale. 

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L’ampio spazio consente di distribuire i partecipanti in maniera ottimale.

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I primi lanci. Gli esercizi si trasformano in un piacere.

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Il lancio TLT si compone di due soli moti: accelerazione e momento-spinta.

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I partecipanti ai Corsi TLT Academy provengono quasi tutti da tecniche tradizionali. I loro movimenti sono pertanto condizionati da vecchi o errati insegnamenti (memoria muscolare).

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La memoria muscolare sottrae all’apprendimento un tempo che oscilla fra il sessanta e l’ottanta per cento. Ovviamente con “memoria muscolare”, termine improprio, ma di immediata comprensione, si fa riferimento ai percorsi neuronali che si formano quando si ripete un determinato movimento molte volte. 

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La metodologia e la mano dell’Istruttore sono i veri artefici del risultato. La prima crea, l’altra esegue: sfiora, preme, sollecita, velocizza, frena, dirige, ordina perentoria. Ma anche la mano deve essere “costruita”. Perché nessuna metodologia, per quanto ben fatta, può avere successo senza aver prima “costruito”  l’Istruttore: un lavoro che a sua volta presuppone moltissima esperienza. Un punto di forza della TLT Academy.

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Un compito basilare dell’istruttore è guidare la mano (racchiudendola nella propria) del partecipante: altro contributo alla riduzione della memoria muscolare, e non solo.

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Uno degli inconvenienti più perniciosi è eseguire i lanci uno dietro l’altro in maniera ininterrotta: un fatto che comporta fatalmente il prevalere della memoria muscolare e pertanto ad allenarsi sull’errore. Non è così nella TLT Academy.

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Quando un Istruttore vede che un partecipante esegue un lancio decoroso, non deve mai fermarlo, ma incitarlo a continuare finché è possibile.

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L’apprendimento della TLT varia nel tempo per le diverse fasi di evoluzione del praticante. Mai confondere la didattica, una scala fatta di gradini progressivi, con il risultato finale.

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La cura del dettaglio: il solo presupposto per raggiungere il risultato.

Le pause

Riuscire a mantenere la concentrazione oltre un certo lasso di tempo è impossibile. Le pause sono fondamentali. Il contrario è nocivo.

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Nelle pause il Direttore Roberto Picchiarati riepiloga quanto fatto fino a quel momento.

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Roberto Picchiarati espone e i partecipanti ascoltano attenti.

La Fisioterapia

Nessun metodo può dirsi efficace se non verte sulla ”conoscenza”. Nella consapevolezza del collegamento fra cassa ed effetto anche in rapporto alla struttura del singolo praticante.  Ogni singolo soggetto e un mondo a se e come tale deve valutato e indirizzato. Di fronte a fatto del genere, l’intervento del fisioterapista Emanuele Costamagna riesce a risolvere casi altrimenti impossibili o quasi.

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Ponendo ora l’attenzione non sull’elemento “canna” bensì sull’elemento “uomo” possiamo affermare con certezza che equilibrio statico/dinamico alterato e i patterns motori automatizzati rappresentano gli ostacoli maggiori da superare per debellare quella che viene definita nel metodo “Accelera ed Esplodi” – ideato e sviluppato da Roberto Pragliola – come “memoria muscolare”. La ripetizione costante di un gesto implica la sua memorizzazione a livello cerebrale e la sua automatizzazione.

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Questo processo coinvolge varie strutture: i centri corticali superiori, il sistema propriocettivo (muscolo-tendineo, articolare ed epidermico) che, attraverso i suoi recettori informa il cervello sul grado di tensione e di lunghezza muscolare nonché sulla posizione nello spazio delle nostre articolazioni e il sistema visivo che fornisce informazioni fondamentali sulla tridimensionalità del corpo in relazione all’ambiente che lo circonda. Si parla di equilibrio dinamico perché durante un qualunque gesto motorio la priorità del corpo è quella di mantenere quella che in gergo si chiama “core stability” ovvero quella condizione di equilibrio che consente di effettuare il gesto in modo efficace con alla base una stabilità del tronco coadiuvata dall’arto/arti non coinvolti nel movimento e questo processo viene effettuato in maniera inconscia. Più energia dovrà essere impiegata per mantenere l’equilibrio (reazioni posturali anticipatorie) meno il gesto sarà efficace e preciso.

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Questo spiega l’importanza della postura da adottare durante l’esecuzione del lancio angolato. L’escursione a 180° fornisce stimoli propriocettivi notevoli per il sistema, da qui l’importanza della partecipazione attiva dell’istruttore che, guidando personalmente la mano del partecipante, lo inizia alla percezione di nuovi range articolari (escursione di 180° senza stop) e, nell’esecuzione del Momento-Spinta (il cuore del lancio), all’utilizzo di muscoli che nella tecnica tradizionale non lavorano.

Gli Strumenti Didattici

L’apprendimento della TLT si avvale di strumenti didattici mai usati in precedenza. Tutti hanno più di un compito, ma il loro ruolo fondamentale consiste nel cercare di ridurre il più possibile la sopracitata memoria muscolare.

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Lo Specchio. Si tratta di uno strumento semplice quanto essenziale. “Vedersi” è fondamentale, ce lo insegna la danza classica e non solo. Questo supporto didattico è basilare non solo per quando detto per la memoria muscolare, ma anche per guardare se la mano esegue il lancio in maniera corretta.

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Lo specchio aiuta anche la concentrazione troppo di sovente ostacolata dall’osservazione del volo della coda. E’ noto, infatti, che lanciando si osserva sempre quest’ultima e molto raramente i moti del braccio, quelli fondamentali. Non dovremmo mai dimenticare che  il volo della  coda è una conseguenza, è l’effetto, la causa sono i movimenti del braccio.

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Il Tutore. Strumento regolabile sia in altezza che in inclinazione, pertanto adattabile a qualsiasi persona indipendentemente dalla sua struttura fisica. Assieme allo Specchio, il Tutore consente di eseguire il lancio in maniera corretta permettendo altresì un apprendimento del lancio in tempi più rapidi.

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Sulla fascia non è impresso solamente il tragitto che deve percorrere il dorso della mano, ma anche l’intensità con cui questa deve eseguire sia l’accelerazione che il Momento-Spinta.

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Il Tutore asta regolabile. Anche questo è uno strumento regolabile sia in altezza che in inclinazione, pertanto adattabile a qualsiasi persona indipendentemente dalla sua struttura fisica. Il suo ruolo è fondamentale per regolare la corretta posizione della canna al momento-spinta a seconda delle dinamica specifica e della singola persona.

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Un altro compito di questo strumento consiste nel contrastare gli effetti nocivi della già citata memoria muscolare.

Il secondo gruppo

Il secondo gruppo è composto da persone che hanno precedentemente assimilato in modo corretto gli insegnamenti e i movimenti del Corso base 1000 minuti.

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Giacomo Catellani, direttore del secondo gruppo.

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Catellani spiega ai partecipanti il programma da eseguire sull’acqua.

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Catellani guida la mano di un partecipante.

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Sostenere di guidare la mano del partecipante vuol dire tutto e nulla. E’ impossibile descrivere i vari livelli di progressione che la manovra richiede. E’ impossibile spiegare su quali muscoli agire e gli altri da eludere.

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Un buon direttore deve saper individuare la potenzialità specifica di ogni partecipante: un aspetto basilare per il suo futuro.

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Questo Corso, fra le altre cose (esecuzione di un certo numero di lanci specifici), prevedeva  lettura e interpretazione delle correnti e delle superfici.

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Una volta sull’acqua i movimenti devono essere “riadattati”, rispetto a quanto accade per esempio in palestra o su un prato.  Un compito non sempre facile.

La teoria del primo gruppo

Rispetto a una quarantina d’anni addietro, oggi c’è molta più conoscenza tecnica e anche una maggiore bravura. Ma a cosa servono e dove portano entrambe se non sono correttamente supportate dall’etica?

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Stefano Alessandri espone la teoria del Corso-base 1000 minuti.

La teoria del secondo gruppo

La TLT non è solo lancio, anzi questo – per così dire – è il suo aspetto minore.

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E’ compito della teoria anche la divulgazione della conoscenza degli strumenti. Roberto Picchiarati illustra la teoria al gruppo di livello avanzato.

Esperienza

L’esperienza di lancio di un Master Effa – e di un “vecchio” pescatore – messa a disposizione di tutti.

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Giacomo Catellani con i partecipanti del suo gruppo.

La visione dei filmati

Momenti di serenità.

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La visione dei filmati dei partecipanti, raccontati da Roberto Picchiarati.

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Sorrisi e momentanee delusioni: momenti comunque sereni e formativi

I moduli di gradimento

L’anonimato è garanzia di “verità”.

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I partecipanti impegnati nel compilare il modulo di gradimento del corso.

La consegna degli attestati di partecipazione

Un momento di gioia e orgoglio.

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Roberto Picchiarati consegna gli attestati di partecipazione ai Corsi.

La foto ricordo

Le immagini di cui rammentarsi, una delle piccole cose che contano.

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Tutti assieme, giovani e vecchi pescatori.

TLT e Propriocezione

La TLT è una tecnica fondata su dimostrazioni scientifiche. Gli articoli pubblicati nel sito sull’analisi della fisica del lancio, tradotti da Barbara Panizzolo, e sul concetto “canna molla o canna leva” ad opera di Roberto Pragliola, dell’Ing. Gabriele Gori e dell’Ing.Giovanni Nese manifestamente lo attestano. Ponendo ora l’attenzione non sull’elemento “canna” bensì sull’elemento “uomo” possiamo affermare con certezza che equilibrio statico/dinamico alterato e  patterns motori automatizzati rappresentano gli ostacoli maggiori da superare per debellare quella che viene definita nel metodo “Accelera ed Esplodi”, ideato interamente da Roberto Pragliola, come “memoria muscolare”. La ripetizione costante di un gesto implica la sua memorizzazione a livello cerebrale e la sua automatizzazione. Questo processo coinvolge varie strutture: i centri corticali superiori, il sistema propriocettivo (muscolo-tendineo, articolare ed epidermico) che, attraverso i suoi recettori informa il cervello sul grado di tensione e di lunghezza muscolare nonché sulla posizione nello spazio delle nostre articolazioni e il sistema visivo che fornisce informazioni fondamentali sulla tridimensionalità del corpo in relazione all’ambiente che lo circonda. Si parla di equilibrio dinamico perché durante un qualunque gesto motorio la priorità del corpo è quella di mantenere quella che in gergo si chiama “core stability” ovvero quella condizione di equilibrio che consente di effettuare il gesto in modo efficace con alla base una stabilità del tronco coadiuvata dall’arto/arti non coinvolti nel movimento e questo processo viene effettuato in maniera inconscia. Più energia dovrà essere impiegata per mantenere l’equilibrio (reazioni posturali anticipatorie) meno il gesto sarà efficace e preciso. Questo spiega l’importanza della postura da adottare durante l’esecuzione del lancio angolato. L’escursione a 180° fornisce stimoli propriocettivi notevoli per il sistema, da qui l’importanza della partecipazione attiva dell’istruttore che, guidando personalmente la mano del neofita, lo inizia alla percezione di nuovi range articolari (escursione di 180° senza stop) e, nell’esecuzione del Momento Spinta (il cuore del lancio), all’utilizzo di muscoli che nella tecnica tradizionale non lavorano.