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Il lancio TLT
L’armonia del gesto
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Essenza della TLT
Il rigore tecnico
-L’energia che un pescatore può produrre e l’altra che una normale canna da pesca può trasmettere è limitata e questi limiti li abbiamo pressoché raggiunti. Al punto che ogni ulteriore passo in avanti non può che essere misurato con il centimetro. Pertanto non pare che per ottenere una maggiore distanza (per quello che può valere), la soluzione sia ricorrere ad attrezzature sempre più potenti ma gravate da pesi elevati come accade oggi, quanto piuttosto sfruttare (e conservare) meglio quella prodotta. Una strada che non è mai stata presa in considerazione dalle tecniche tradizionali e che, al contrario, la TLT ha fatto propria da oltre trenta anni. Avvalersi di questo principio, equivale ad un risultato migliore anche utilizzando attrezzi e pesi tradizionali.
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I due momenti attivi del lancio
Per la TLT il lancio si sviluppa in due fasi distinte denominate momenti attivi del lancio.
1) accelerazione;
2) momento-spinta.
Quest’ultimo corrisponde allo spazio entro il quale s’imprime alla canna lo scatto finale, laddove (e quando) si applica la massima energia. Tutto il movimento precedente fa parte dell’accelerazione. Il momento-spinta si colloca quindi all’interno dell’accelerazione e ne è il culmine.
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Il primo momento attivo: l’accelerazione.
La funzione principale di questa manovra e dello spazio a lei delegato, è quella di:
1) predisporre la coda nel modo più opportuno per produrre la migliore accelerazione;
2) predisporre la coda nel modo migliore per effettuare il momento-spinta nella maniera più efficace.
Si è preferito ricorrere a questo termine (accelerazione) poiché, rispetto al comune modo di esprimersi (trascinamento della coda o altre locuzioni improprie e fuorvianti), non solo questi rende maggiormente l’idea della manovra da eseguire e le sue finalità, ma è anche tecnicamente più corretto.
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Il secondo momento attivo: il momento-spinta.
-E durante il momento-spinta, in questo spazio temporale e fisico brevissimo, che si cela la chiave del lancio. In sintesi il momento-spinta è il lancio. Difatti è qui che:
1) si forma il loop;
2) si determina la sua ampiezza;
3) ha origine la velocità di lancio;
4) si determina la traiettoria della coda, dunque la precisione del lancio.
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-Difficile delimitare lo spazio fisico occupato dal momento-spinta, non fosse altro perché varia in rapporto a diversi fattori. Al tempo stesso, per le sue peculiarità, questo è un momento distinto dall’accelerazione. Per tali motivi, risulta fuorviante identificare il momento-spinta con termini generici e approssimativi come forza espressa in maniera progressiva, locuzione comprensiva sia dell’accelerazione che del momento-spinta. Più corretto tecnicamente definirlo utilizzando entrambi i termini (sia momento che spinta): separando e, al tempo stesso, integrando i due concetti. Pertanto, il primo termine (momento) circoscrive il tempo in cui si esegue il moto. Il secondo (spinta) è l’atto manuale da cui scaturisce questa manovra. Peraltro, la parola momento non possiede l’istantaneità daltri termini quali per esempio scatto finale, che suggerisce una tempestività (scatto) tecnicamente fuorviante (non a caso allorigine del tailing loop). Al contrario, per momento deve intendersi un tempo fisico più ampio. Magari indefinito o quasi, ma mai repentino.
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Il lancio
TLT: la forma artistica del lancio
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Il loop
Tensione estrema
La TLT, per prima, ha inteso contrapporre al concetto tradizionale di canna intesa come molla quello di canna considerata come leva, con ripercussioni per esempio nei riguardi della velocità e, di conseguenza, anche nei confronti del loop.
Manifestazione di Vicenza del 19/20 Febbraio.
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Loop a cuneo
Eseguire il momento-spinta con la canna che agisce a 45 gradi, comporta un loop più stretto. Difatti, tanto più si porta in avanti la punta della canna quanto più si riducono già in partenza i due punti allorigine dell’ampiezza del loop. Se la concentrazione dell’energia interessa un piccolo tratto di coda, ovvero se il loop è già stretto in partenza e, al tempo stesso, la velocità di lancio è elevatissima, si crea all’apice del loop una specie di fulcro accentratore dell’energia. Quest’ultimo è allorigine di un nuovo fenomeno: il loop abbandona la sua forma rotondeggiante per assumerne un’altra, a cuneo.
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Lo shoot
Modulazione fluida
Per le tecniche di lancio tradizionali lo shoot non svolge alcun ruolo, salvo il fatto di essere considerato una riserva di coda, ma questo non pare un compito. Ma prima ancora non è chiaro cosa sintenda per riserva di coda. Scorta di coda per fare cosa? E sorprendente come il mondo della mosca tradizionale sia così poco incline a conferire mansioni: non li possiede la dinamica del suo lancio, il finale, e perfino lo shoot. Se l’assenza di compiti specifici non è l’equivalente di approssimazione, di sicuro è il corrispettivo di genericità di intenti.
La TLT utilizza lo shoot come mai prima d’ora: una manovra capace di plasmare coda e finale, come le mani di uno scultore la creta. Lo shoot, per meglio dire la sua modulazione, intesa come controllo del fluire della coda, contribuisce a tendere la coda fin dentro le sue fibre portando tensione fino a ridosso dell’artificiale. Ma può anche renderla sinuosa come un serpente o vischiosa come la melassa appiccicando il finale in strette spire come la carta moschicida le mosche. Oppure trasformarsi in una mannaia che decapita il finale, piegandolo in due su se stesso, ora in testa, ora al centro o in un qualsiasi altro punto della sua lunghezza.
Un lanciatore che sa modulare lo shoot può essere assimilato ad un suonatore di pianoforte. Proprio come quest’ultimo ricava il risultato dalla sensibilità con cui ora sfiora o preme sui tasti del suo strumento, le mani dell’altro fanno altrettanto nei confronti della coda.
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Apici
L’espressione massima di una determinata azione.
E’ durante il momento-spinta, in questo spazio temporale e fisico brevissimo, che si cela la chiave del lancio. Il lancio più efficace è quello che scaturisce dal miglior loop. A sua volta il loop più efficiente è stretto. Ma il migliore è stretto e velocissimo e a cuneo. Per dimostrarlo basta capovolgere il concetto: stabilire qual è loop peggiore. Tutto dipende dalla rotazione del polso e da come s’imprime la forza. Se si esegue il momento-spinta a bassa velocità, ruotando al tempo stesso completamente il polso senza imprimere forza progressiva, distribuendo così lenergia in maniera uniforme per tutta la parte di coda interessata al lancio, il loop risulterà ampissimo e lento. Infatti questa manovra fa compiere alla punta della canna (e quindi anche alla coda) un grande semicerchio. Il loop più ampio, quindi, è il risultato di una grande rotazione coniugata ad una bassissima velocità. Ovvero rotazione del movimento, più lentezza e omogeneità con cui lo si esegue, più lampiezza dei tempi in cui si compie la manovra. Di conseguenza il risultato migliore è il loro contrario: linearità del moto, massima vigoria del gesto (muscoli che reagiscono al massimo), e massima velocità di esecuzione del momento-spinta (moto eseguito in tempi rapidissimi). Ovvero un apice di tutti i gesti che compongono la manovra. Per apice si deve intendere il massimo risultato possibile di una determinata azione.
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Accelerazione
Il moto del lancio TLT di quasi 180 gradi (il massimo spazio disponibile) consente una grande accelerazione. Questo fatto corrisponde ad un apice dello spazio disponibile per laccelerazione.
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Il momento-spinta
Le tecniche tradizionali eseguono il momento-spinta con energia. Nella TLT, al contrario, l’energia è esplosa. Cambiano i tempi e la reazione della muscolatura della mano: tempi relativamente lunghi e un vigore relativo in un caso, fulminei e molto energici nell’altro. Il momento-spinta TLT corrisponde pertanto ad un apice della reazione della muscolatura e dei tempi in cui questa agisce.
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La velocità
Un momento-spinta eseguito con grande vigoria (muscoli che reagiscono al massimo), e in tempi fulminei (moto eseguito in tempi rapidissimi), corrisponde ad una concentrazione dell’energia. Che a sua volta è all’origine di una maggiore velocità. Di conseguenza la velocità di lancio della TLT corrisponde ad un apice della velocità.
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Forza di tensione
Sappiamo che la tensione è strettamente connessa con la velocità. E sappiamo anche la TLT è la tecnica più veloce. Pertanto la tensione di coda della TLT corrisponde ad un apice della tensione.
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La conservazione della tensione
Tuttavia non basta avere una buona tensione di coda. Bisogna anche saperla conservare. La capacità della TLT di mantenere la tensione fino all’ultimo centimetro di nylon, corrisponde ad un apice della tensione della conservazione dell’energia.
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Loop a cuneo
Eseguire il momento-spinta con la canna che agisce a 45 gradi, comporta un loop più stretto. Difatti tanto più si porta in avanti la punta della canna, quanto più si riduce già in partenza i due punti all’origine dell’ampiezza del loop. Se la concentrazione dell’energia interessa un piccolo tratto di coda, ovvero se il loop è già stretto in partenza e, al tempo stesso la velocità di lancio è elevatissima, si crea all’apice del loop una specie di fulcro accentratore dell’energia. Quest’ultimo è all’origine di un nuovo fenomeno: il loop abbandona la sua forma rotondeggiante per assumerne un’altra a cuneo. Il loop a cuneo corrisponde ad un apice della forma del loop.
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La velocità
Il momento-spinta è composto da una serie di manovre. Il comune denominatore di questi moti così diversi fra loro, in certi casi addirittura contrapposti (Momento-spinta + ammortizzamento), da eseguire in maniera fulminea, per giunta in uno spazio fisico e temporale esiguo, è la velocità. Velocità d’esecuzione del movimento e velocità di contrazione dei muscoli. Un apice dell’uno e degli altri.
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La miniaturizzazione
La capacità di eseguire i movimenti esposti subito sopra, hanno anch’essi il loro denominatore comune. La miniaturizzazione dei movimenti. La miniaturizzazione dei movimenti equivale a un apice di efficienza.
Di conseguenza il lancio TLT è la conseguenza, anzi la somma, di un apice dell’accelerazione, più un apice della reazione della muscolatura (momento-spinta), più un apice della velocità, più un apice della forza di tensione, più un apice della conservazione della tensione, più un apice del loop (loop a cuneo). Probabilmente il lancio TLT corrisponde ad un apice. Al valore massimo del lancio.

















